Come creare un gioco da tavolo secondo Immanuel Casto

Creare un gioco da tavolo? È il sogno di tanti appassionati. A cui, spesso, la creatività non manca. Ma è anche un’opera rigorosa di design e progettazione. Le regole d’oro e gli errori da evitare per creare il board game perfetto sono state condivise dagli speaker della Milan Fantasy: the ultimate game design challenge: il game designer e cantautore Immanuel Casto, il designer-influencer Breccia e l’esperto di comunicazione e giochi Andrea Cuman.

L’evento è stato organizzato a Milano da Poli.Design per Lucca Comics & Games presso la Fabbrica del Vapore, in una saletta tra le opere della mostra di Amano Yoshitaka. Qui, nell’arco di una giornata, sei squadre di giovani appassionati di giochi e design si sono sfidate per realizzare un prototipo funzionante di board game. Un’impresa non da poco, partendo da un kit di componenti base (card, gettoni e fogli su cui disegnare i componenti) e da un tema originale: “Milano fantasy”. Su questa tavola bianca, i partecipanti sono stati lasciati liberi di progettare il proprio gioco, senza vincoli di regole, ma con i consigli utili degli esperti.

Le regole d’oro

Andrea Cuman, docente di comunicazione digitale e social media, e autore dell’Atlante dei giochi da tavolo (Giunti Editore), ha dato il via all’evento sintetizzando le principali categorie e meccaniche dei board game: dal piazzamento tessere al push-your-luck, passando per il drafting di carte. Se siete curiosi, potete trovarle anche nel nostro dizionario completo dei giochi da tavolo.

Immanuel CastoPoli.Design / Lucca Comics & Games

Immanuel Casto, noto per i suoi giochi dai temi volutamente provocatori, come Squillo (oggetto addirittura di interrogazioni parlamentari) e il più recente Non si può più dire niente (editi da Studio Supernova), ha quindi condiviso le regole d’oro del game design. Anzitutto, un gioco da tavolo deve offrire scelte interessanti ai giocatori, ma se queste diventano troppe o troppo ampie, si rischia di creare ‘paralisi da analisi’ e rallentare il flusso del gioco. In secondo luogo, bisogna scegliere il ruolo della fortuna: se ce n’è troppa, la strategia diventa ininfluente. Se ce n’è poca, i giocatori esperti vinceranno sempre sui meno bravi. Da evitare lo snowball effect, che porta un giocatore ad accumulare un vantaggio inarrivabile già dai primi turni, e l’eliminazione dei giocatori, a meno che le partite non siano davvero veloci. Bisogna dosare bene l’interazione al tavolo, scegliendo se si vuol realizzare un gioco più o meno ‘cattivo’; e infine donare un tema e un’estetica in grado di catturare i giocatori e donare loro emozioni.

Il creator Breccia, specializzato in UI/UX, ha poi condiviso una serie di consigli ulteriori sugli errori da non includere nel game design. Troppe eccezioni, troppe regole, troppe scelte per turno rendono qualsiasi board game indigeribile a chiunque se non i più esperti. Costringere i giocatori a svolgere calcoli complessi durante la partita, o a tenere traccia di tanti effetti contemporaneamente, è un altro errore da evitare, a meno di non avere un target di gamer hardcore che non hanno paura di fondersi il cervello a ogni partita.

Consigli per aspiranti designer

Forti di questi consigli, i team che si sono sfidati alla board game design challenge sono riusciti, a fine giornata, a mettere sul tavolo un prototipo pienamente funzionante di un gioco. E le idee sono state davvero creative: dai giargiana zombie che invadono Milano ai vampiri di Piazza Affari che devono fuggire dai druidi del Bosco verticale; dalla Dama velata di Parco Sempione a una sfida tra ‘ricchi e poveri’ contro i mostri dello shopping milanese.

A margine dell’evento, Wired chiesto a Immanuel Casto di raccontare la sua esperienza nel mondo dei board game: “Ho iniziato per passione. Amo i board game, e creare il mio primo gioco da tavolo rappresentava un modo per divertirmi con gli amici. Poi il mio manager ha capito che poteva avere una potenzialità commerciale e a quel punto abbiamo provato a inviarlo agli editori”. Dopo un inizio informale, Casto ha iniziato a studiare la teoria dei giochi da tavolo.

Fonte : Wired