Una assurda storia di malasanità quella denunciata da un trentacinquenne romano tramite gli avvocati Andrea Bertolini e Giacomo Gaudenzi: per colpa di uno errore gli sarebbe stata rimossa la mandibola sana che secondo il referto era invece affetta da un tumore.
Tutto sarebbe successo in ospedale romano dove i sanitari sarebbero stati tratti in inganno da uno scambio dei vetrini della biopsia relativi a due diversi pazienti: il referto parlava di un osteosarcoma, un tumore particolarmente aggressivo. “L’unica alternativa era la demolizione della mandibola e 9 cicli di chemio” racconta al Corriere della Sera l’uomo che dopo l’intervento accusa una paresi facciale.
Sulla vicenda – scrive il quotidiano – starebbe indagando il pubblico ministero Eleonora Fini. Tutto sarebbe iniziato a maggio 2024 quando l’uomo si sottopone all’asportazione di un dente del giudizio e di una cisti che, come da prassi, viene mandata in laboratorio per l’esame istologico. A giugno, al paziente viene comunicata l’infausta diagnosi cui segue a luglio l’asportazione di parte della mandibola sostituita con una placca di metallo.
Poi succede qualcosa di strano: il nuovo esame istologico sull’osso rimosso “è negativo”, del tumore non c’è traccia e anche la prevista chemioterapia viene “rimandata”. L’uomo comincia ad avere sospetti sull’equipe medica e decide di far sottoporre le biopsie ad un nuovo esame e al test del Dna. Il responso arriva il 25 ottobre. Il Dna non corrisponde. L’amara verità è che la cisti non era un tumore e non era necessario rimuovere la mandibola. Mentre un altro paziente potrebbe non aver ricevuto una diagnosi oncologica e potrebbe ora rischiare la vita.
Fonte : Today