L’azienda Replay nel mirino dei cybercriminali

Continua la scia di cyberattacchi alle aziende italiane. Dopo la bolognese Marposs, questa volta a finire nel mirino dei criminali informatici è Fashion Box, la società di Casella d’Asolo proprietaria del celebre marchio di abbigliamento Replay. La notizia arriva direttamente dalla compagnia, che ha dichiarato di essere stata colpita da un attacco brute force, definito come “un metodo di hacking che cerca di decifrare password, credenziali di accesso e chiavi crittografiche utilizzando la potenza di calcolo per provare tutte le soluzioni teoricamente possibili fino a trovare quella corretta”, lo scorso 29 gennaio.

In questo modo il criminale (o il gruppo) responsabile dell’attacco è riuscito a copiare ed esfiltare una serie di documenti dai server interni della società, “provocando una perdita di riservatezza di alcune informazioni contenute all’interno dei sistemi”, tra cui informazioni aziendali e dati personali degli stakeholders interni ed esterni, tra cui i dati di contatto, i dati relativi a documenti di identità e i dati finanziari. Insomma, il cybercriminale ha messo le mani su una quantità di informazioni sensibili notevole, il che ha subito portato la società ha prendere le dovute precauzioni per limitare quanto più possibile la fuga dei dati, identificare il responsabile dell’accaduto e rafforzare i sistemi di sicurezza per evitare che qualcun altro riesca a infiltrarsi nei suoi sistemi.

Al di là di questo, Replay ha fatto sapere di aver “notificato l’incidente di sicurezza alle autorità per la protezione dei dati personali in Italia e in alcuni ulteriori paesi coinvolti”, tra cui figurano Austria, Francia, Germania, Olanda, Spagna, Svezia, Svizzera e Regno Unito. Per il momento, quindi, la compagnia sembra aver fatto tutto quello che era in suo potere per risolvere la questione, ed evitare che la privacy dei suoi collaboratori fosse in pericolo.

Fonte : Wired