Muse, l’AI di Xbox che ha fatto arrabbiare gli sviluppatori di videogiochi

Il problema principale è che stiamo perdendo l’arte **– continua Goldfarb –. Quando ci affidiamo a queste cose, diamo implicitamente potere a una classe di persone che possiede questi strumenti e se ne frega di come rimodellano le nostre vite“.

Un’inchiesta di Wired US ha scoperto che l’intelligenza artificiale sta tagliando fuori i lavoratori umani dal lavoro di creazione dei videogiochi, in una fase in cui tra l’altro l’industria videoludica sta facendo i conti con una forte contrazione. Negli ultimi anni migliaia di sviluppatori sono stati licenziati e la tendenza sta proseguendo anche nel 2025. Se nel settore c’è chi ritiene che l’intelligenza artificiale non possa sostituire la creatività, altri sono preoccupati per la sicurezza del proprio lavoro in un campo che sta sviluppando nuovi strumenti che rendono obsolete le loro competenze.

È il classico problema di Xbox che perde talenti ma ha anche investito in modo così massiccio nella GenAI da non riuscire a vedere il quadro generale – ha dichiarato uno sviluppatore di un’importante studio, che ha chiesto di rimanere anonimo perché non autorizzato a parlare pubblicamente di Muse –. Non vedono che nessuno vorrà [Muse]. Non si preoccupano del fatto che nessuno lo vorrà.**.. Le discussioni interne su questo genere di cose vengono fatte sotto voce perché tutti temono di perdere il posto di lavoro a causa del periodo agitato che sta vivendo il nostro settore“.

La pensa allo stesso modo un altro sviluppatore, che ha chiesto a Wired di non citare il suo nome per timore di ripercussioni professionali. “È disgustoso che io senta di dover parlare in forma anonima, perché visto lo stato dell’industria dei videogiochi devo ancora implorare per avere dei soldi […] e utilizzare il mio nome ridurrebbe le mie possibilità“, ha dichiarato.

Mi sembra che il vero target di questo modello non siano gli sviluppatori di giochi, ma gli azionisti, per dimostrare che Microsoft punta tutto sull’AI“, continua lo sviluppatore.

Il fattore umano nel videogame

Microsoft ha detto che sta già utilizzando Muse per creare un “modello di AI giocabile in tempo reale” addestrato su titoli realizzati internamente. In generale, l’intelligenza artificiale generativa può essere utile in alcuni aspetti dello sviluppo dei giochi. Secondo i sostenitori della tecnologia, tra cui Microsoft, è il caso per esempio della creazione di prototipi, la fase in cui uno sviluppatore realizza diverse versioni essenziali del proprio gioco per elaborare le idee e dare poi una forma finale alla sua visione.

Marc Burrage, direttore dello sviluppo della casa inglese Creative Assembly, afferma che anche in questo caso però i computer non sono in grado di trarre dal processo le stesse conoscenze che possono ottenere gli esseri umani. “La prototipazione riguarda tanto il viaggio quanto il risultato, e per trarre tutti questi insegnamenti è necessario averci lavorato“, spiega.

Crediamo che sia importante dare forma al modo in cui le innovazioni dell’intelligenza artificiale generativa possono sostenere la nostra industria e la comunità dei creatori di giochi in modo collaborativo e responsabile“, ha scritto Kardar nel comunicato di Xbox su Muse. Prima di convincere gli sviluppatori però Microsoft sembra decisamente avere ancora parecchio lavoro da fare.

Questo articolo è apparso originariamente su Wired US.

Fonte : Wired