L’AI di Google non è brava con la matematica

Lo scorso anno Google ha dichiarato di voler potenziare il suo motore di ricerca con il supporto dell’intelligenza artificiale, con l’intento di creare quella che ha definito una Search Generative Experience (SGE). Oggi, a distanza di circa 12 mesi da quell’annuncio, il colosso tecnologico sembra essere ben lontano dall’obiettivo che si era prefissato. Come rivelato dal giornalista del Washington Post Geoffrey Fowler, la scelta di potenziare il motore di ricerca con l’AIlo ha reso anche più stupido”. A quanto pare, infatti, ora Google sembra avere qualche problema con la matematica.

Con il vecchio Google posso chiedere ‘Qual è il patrimonio netto di Mark Zuckerberg?’ e viene fuori una risposta ragionevole. ‘169,8 miliardi di dollari’ – scrive Fowler nella sua recensione della nuova esperienza di ricerca di Big G -. Ora poniamo la stessa domanda alla nuova versione ‘sperimentale’ della ricerca di Google. L’intelligenza artificiale risponde: Il patrimonio netto di Zuckerberg è di ‘46,24 dollari all’ora, o 96.169 dollari all’anno. Ciò equivale a 8014 dollari al mese, 1849 dollari a settimana e 230,6 milioni di dollari al giorno’. Nessuno di questi numeri torna”.

Ed effettivamente così è: l’AI di Google non sembra essere molto abile con i numeri. Ma non solo. A quanto pare, infatti, spesso interpreta male le domande, fornisce informazioni sbagliate agli utenti e confonde i siti di bassa qualità con fonti di informazioni attendibili. Insomma, un bel problema per Google, che sta addirittura pensando di rendere disponibili a pagamento le funzionalità AI del motore di ricerca. Eppure, la compagnia sembra più che convinta di voler garantire agli utenti un’esperienza di ricerca che sia il più esaustiva possibile, permettendo di trovare le risposte alle domande che cercano in pochi secondi. La strada da fare, però, è ancora lunga. Come ha riferito Fowler, la nuova SGE non solo sbaglia semplici calcoli matematici, ma spesso risulta troppo prolissa nel fornire risposte e anche poco aggiornata nella formazione.

Fonte : Wired